venerdì 15 aprile 2011

Eduardo a Carlotta


Il male che ci ha colti,mia cara,può essere medicabile oppure no,ma una cosa soltanto io sento,che per non piombare immediatamente nella disperazione,bisogna che a me,a noi tutti,sia concessa una tregua. Ora che mi sacrifico,ho facoltà di esigere.Io lascio la mia casa e tornerò soltanto se vi saranno prospettive più favorevoli e serene.Tu in casa resti,ma insieme ad Ottilia.Voglio saperla con te,non tra gli estranei.abbine cura,trattala come sempre,come sino ad oggi,anzi ancora più affettuasamente,con amicizia,con tenerezza.Io prometto di non cercare con Ottiliaa relazione segreta.Lasciatemi piuttostoper un pò senzaotizie vostre,penserò che tutto vada per il meglio: e voi pensate così per me. solo,e te ne scongiuro nel modo più caldo,più pressante,non tentare di sistemare altrove Ottilia,in un ambiente diverso.Fuori dalle cinta del tuo castello,del tuo parco,lei appartiene a me e io me ne impadronirò. Ma se rispetterai il mio sentimento,i miei desideri,i miei affanni,se avrai indulgenza per i miei sogni,per le mie speranze,io non contrasterò la guarigione,se appena mi si presenterà.


Carlotta a Eduardo



Ricorda le ore notturne,qundo,in modo avventuroso,visitasti tua moglie come un amante,l'attirasti irresistibilmente a te,la stringesti tra le braccia come l'amata,la sposa.Veneriamo in questa singolare circostanza la volontà del cielo,che ha disposto,per il nostro rapporto,un nuovo vincolo,nel momento in cui la nostra felicità rischia di sfasciarsi e di dileguare.

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